Uno spettacolo sul bisogno di amore incondizionato e sul dolore. L’esibizione fisica e vocale degli otto artisti in scena è basata sul riso: c’è la gioia e l’euforia, ma anche il dolore, la rabbia e la paura. A volte gli artisti ridacchiano spensierati come adolescenti, altre invece modulano il riso nel ritmo e nell’intensità. La risata può essere una forma di violenza, un’espressione di conformismo, o anche mascherare la paura di essere giudicati. Alessandro Sciarroni fornisce una terribile diagnosi dello stato del mondo, ma allo stesso tempo invita il pubblico ad una terapia, quella del riso. Il titolo dello spettacolo è un particolare riconoscimento al personaggio di Augusto, l’indisciplinato clown del circo con il naso rosso.
Alessandro Sciarroni (1976) è un ballerino e coreografo, ma soprattutto un artista delle arti visuali, che in questa prospettiva guarda al corpo e alla danza. Nei suoi spettacoli affronta le ossessioni e le paure, nonché la fragilità dell’atto performativo. Attraverso la ripetizione degli atti scenici fino al limite della sopportazione fisica degli artisti, si osserva il crearsi di una nuova dimensione del tempo e di una relazione empatica tra il pubblico e gli attori. Nei suoi spettacoli mette a frutto la propria esperienza acquisita nel teatro, nella danza, ma anche nel circo e nello sport. Presenta i suoi lavori durante prestigiosi festival, in musei, gallerie d’arte e luoghi non convenzionali (come il Centro Pompidou di Parigi e il Museo MAXXI di Roma). Ha ricevuto numerosi premi nel campo della danza e del teatro, tra cui il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 2019 per i traguardi raggiunti proprio nell’ambito della danza.