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Sculpture Beyond the Solid

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TERESA SOLAR ABBOUD, TUNNEL BORING MACHINE [TUNELOWNICA], 2024, kamionka, metal, styropian, żywica, farba akrylowa, werniks akrylowy matowy. Dzięki uprzejmości artystki, galerii Travesía Cuatro i Lehman Maupin, Nowy Jork, Seul, Londyn

La mostra, curata da Jagna Lewandowska e Szymon Maliborski, presenta pratiche scultoree contemporanee che prendono come punto di partenza la perdita della stabilità formale – intesa non come metafora di crisi o preludio a una catastrofe, ma come fonte di tensione creativa. Ciò che un tempo era considerato l’obiettivo della pratica scultorea – la permanenza, la chiusura e la perfezione dell’opera finita – appare ora insufficiente. In un mondo in cui il terreno sta cedendo, la scultura non pretende di essere un fondamento. La forma non scompare, ma diventa una configurazione temporanea di processi, tensioni e relazioni.

La mostra riunisce opere di artisti che affrontano la scultura come un sistema di forze: flussi e trasformazioni, tensioni e dipendenze tra processo e massa. I riferimenti alle forme biologiche e al corpo umano richiamano l’attenzione sulla scultura come struttura impermanente, soggetta a pressioni, usura e modifiche. Le transizioni fluide tra materiali artificiali e naturali, le forme organiche e quelle ispirate alla produzione meccanica mettono in risalto il potenziale metamorfico della materia.La materia non è un mezzo passivo, ma porta con sé le tracce delle sue origini, dei suoi usi e del contatto con i corpi. La mostra mette in primo piano queste qualità, inquadrando la scultura come una forma di espressione materialmente radicata nello spazio museale. Gli oggetti dialogano con l’architettura dell’edificio, interagiscono con la luce e con il movimento dei visitatori e si riversano nei corridoi, nelle scale e in altre aree comuni. Anziché formare una narrazione lineare, creano un ambiente temporaneo per corpi e oggetti in movimento – una cornice per relazioni casuali.

Questo campo d’azione condiviso riunisce: Isabelle Andriessen, Patricia Ayres, Olga Balema,  Manuel Burgener,  Phoebe Collings-James, June Crespo, Michael Dean, Matyáš Fiala, Zuza Golińska, Alexandra Hunts, Agata Ingarden, Edith Karlson, Kaarel Kurismaa, Mónica Mays, Gizela Mickiewicz, Narges Mohammadi, Anna Myszkowiak, Jack O’Brien, B. Ingrid Olson, Dominika Olszowy, Katarzyna Przezwańska, Jessi Reaves, Ken Sortais, Teresa Solar Abboud, Iza Tarasewicz, Tatiana Trouvé, Kaari Upson, Dominique White, Nicole Wermers e le italiane Beatrice Bonino e Giulia Cenci.

Le loro opere rafforzano l’idea di un’arte la cui forza emerge dall’apertura e dalla disponibilità al cambiamento. Al posto di una narrazione catastrofica, propongono una pratica generativa di riorganizzazione: ricollegare ciò che è stato disperso, sostenere ciò che è fragile e creare le condizioni per ulteriori trasformazioni.

 

Per ulteriori informazioni e biglietti: RZEŹBA PO STABILNOŚCI

 

*Foto: TERESA SOLAR ABBOUD, TUNNEL BORING MACHINE, 2024, argilla cotta ad alta temperatura, metallo, polistirene espanso, resina, vernice acrilica, vernice acrilica opaca. Per gentile concessione dell’artista, della galleria Travesía Cuatro e di Lehmann Maupin, New York, Seul, Londra.

  • Organizzato da: Muzeum Sztuki Nowoczesnej w Warszawie