Le cose belle (2014) regia di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno.
Aveva ragione Pirandello, “la parola del dialetto è la cosa stessa”,
perché il dialetto esprime il sentimento mentre la lingua di quella
stessa cosa esprime il concetto. E il napoletano è il dialetto che
parla il documentario di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno,
confitto nella realtà come le sue parole, compiute e rotonde che
non trovano l’equivalente nella lingua italiana. Girato ad altezza (e
a livello) della strada, su cui apre e chiude, Le cose belle naviga in
un mare di bellezza e di risorse (umane) sprecate, ritrovando tredici
anni dopo Silvana, Adele, Enzo e Fabio. Adolescenti napoletani
dentro il documentario Intervista a mia Madre ieri, giovani con gli
occhi pieni di un angoscioso presente.