Regia di Pier Paolo Pasolini (1968). Con Terence Stamp, Laura Betti, Silvana Mangano, Massimo Girotti, Anne Wiazemsky. Una ricca famiglia di un industriale milanese viene profondamente scossa dall’arrivo di un enigmatico ospite, un giovane venticinquenne silenzioso e affascinante. Il visitatore ottiene le grazie della moglie, ha rapporti intimi con la figlia, il figlio, la domestica e con lo stesso capofamiglia. La storia è una parabola poetica moderna. La famiglia di un industriale è visitata da un giovane che diventa immediatamente l’amante di tutti i membri della famiglia. Nel film, il sesso è una forma di liberazione, un modo per diventare autocoscienti – anche se a volte al prezzo dell’autodistruzione. La quasi totale mancanza di dialoghi e la bellezza pittorica dei fotogrammi rendono la trama enigmatica una dimensione simbolica.