Marco Angelini ci presenta la sua ultima ricerca artistica che, attraverso una nuova interpretazione visiva, ci conduce verso edentro un contenitore, la città, luogo fisico e traccia di una memoria dell’anima.L’artista ritrae, attraverso 71 opere, la realtà metropolitana, portando con sé una scia di memoria. Il concetto di città diventa unluogo fisico ma anche dell’anima, depositario di memorie, ricordi e aneddoti.
Il suo percorso artistico evidenzia un legame imprescindibile con la terra polacca. Le influenze della cultura polacca vengono così
elaborate, ma non subite, perché in esse l’artista si riconosce e ne traccia un personale gesto. I riferimenti e le citazioni a
Tadeusz Kantor sono visibili nelle opere pittoriche di Marco Angelini. Gli oggetti per Marco Angelini hanno la stessa trasposizione
di quelli utilizzati dagli attori teatrali di Kantor. Evidente è il legame tra i due artisti nel riportare al pubblico una memoria che
non può e non deve essere dimenticata. Gli oggetti imprigionano e trasmettono una realtà per loro intima, trascendendo dal
loro utilizzo primario e quotidiano.
La poetica delle sue opere può essere immaginata come un contenitore prismatico (da qui il titolo della mostra), che racchiude
nel suo unico spazio interno multiple realtà. L’inizio non è mai la fine e la fine trattiene e contiene l’inizio.
Sulla scia del ricordo Marco Angelini ci offre, infine, un video, intitolato Solaris in fabula, che rappresenta emozioni che escono
dalle tele. L’artista ha voluto dare voce ad alcune sue opere d’arte che respirano e trasmettono sentimenti attraverso la figura di
un attore: Jan Kozaczuk. La rabbia, l’accettazione, la paura, l’attesa… tutto prende forma grazie alla narrata recitazione
dell’attore che spinge il fruitore ad un chiaro ed esplicito posizionamento.
Marco Angelini nasce a Roma nel 1971, e fin dal principio innesta la propria creatività artistica nell’interpretazione sociologica
della realtà, che costituisce il suo retroterra culturale e formativo di riferimento. Egli, infatti, è fermamente convinto che l’arte
debba svolgere un decisivo ruolo sociale: quello di ridonare visibilità alle cose, generare attenzione e creare così inedite possibilità
di comunicazione e nuovi interrogativi.
L’artista ha realizzato, dal 2007 al 2013, varie personali a Varsavia (galleria Delfiny, galleria XX1, galleria Art New Media, galleria
Wystawa), e tra le sue mostre più importanti a livello internazionale ricordiamo: “Restful Turmoil” a Londra nel 2009, “Urban
Grooves” a Bratislava nel 2010, 54° Biennale di Venezia – Padiglione Italia nel mondo (2011), “Speculum: la materia e il suo
doppio” a Roma nel 2015 presso il Museo Carlo Bilotti, e nel 2014 presso la galleria André. Ha anche partecipato alla “Affordable
Art Fair” e alla “Clio art Fair” di New York, rispettivamente nel 2014 e nel 2015.
Le opere di Marco Angelini sono state acquisite da diversi collezionisti a Roma, Milano, Londra, Varsavia, New York, Melbourne
ed una di esse fa parte della prestigiosa collezione privata della Fondazione Roma (Palazzo Sciarra).
www.marcoangelini.it
Curatrici: Giusy Emiliano (giusyemiliano@gmail.com); Raffaella Salato (r.salato@hotmail.it)
Testo Critico: Giusy Emiliano e Raffaella Salato
Organizzazione e Ufficio stampa Polonia: Jan Kozaczuk (bef@o2.pl) in collaborazione con Wojciech Popławski e Lucyna
Sosnowska (twoje@nowe-miejsce.com)
Ufficio stampa Italia: Gian Piero Ventura Mazzuca – gp.ventura@tin.it
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