Toni Servillo è profondamente campano ma recita anche in tedesco, francese e in dialetti siculi, è complice prediletto di autori affermati come Martone e Sorrentino ma non si nega agli esordienti, incanta con i silenzi teatrali imparati da Eduardo, ma sa inchiodare il pubblico con monologhi travolgenti, ha interpretato delinquenti di ogni tipo, ma anche Mazzini e Andreotti. Si districa fra immedesimazione e imitazione, con una padronanza interpretativa che non conosce limiti, ma rifugge gli eccessi. È forse il miglior attore italiano vivente. Massimo Tria, insegnante e critico cinematografico, docente di slavistica all’università di Cagliari, è stato membro della commissione di selezione della “Settimana Internazionale della Critica” alla Mostra di Venezia, è attualmente collaboratore di diversi festival e riviste, oltre che redattore della rivista “Cabiria – Studi di cinema”.